PuriaLa frazione di Puria (504m) è un antico insediamento esteso su un dosso soleggiato in lieve pendio con la chiesa all'estremo limite orientale, nel cuore di una verde valle aperta a ventaglio verso sud. Puria è stata, in passato, un nodo viario importante all'interno della valle. Vi convergeva la via proveniente dal lago di Como, nella quale confluivano le mulattiere delle valli Sanagra, Cavargna, Colla (CH), Rezzo (Passo Stretto), e le vie provenienti da Castello, da Bré e dall'alto Luganese. Vi arrivava il sentiero da Loggio e ne usciva quello per Dasio. La via centrale all'interno del paese è la via Salomone, che alla fine si allarga e prosegue rettilinea per una cinquantina di metri col nome di Via al Tempio fino al sagrato dell' Assunta, la parrocchiale, la cui facciata le fa da fondale. Sulla piazza del Congresso si trova Palazzo Pozzi (eretto verso il 1741) sulla cui facciata sono ancora visibili alcune decorazioni. Don Filippo Maria Pozzi possedeva in questo palazzo un oratorio privato che oggi è stato incorporato in un'abitazione. All'oratorio si accedeva per una rampa detta «Via dell'oratorio», nome che ha ancor oggi. Gli arredi del soppresso oratorio Pozzi servirono all'oratorio di San Pietro e della Madonna delle Grazie eretto nel centro del paese sopra una raccolta di acque stagnanti detta Pozzaracca. Altra casa notevole è quella dell'architetto Pietro Gilardoni che eseguì molti lavori a Milano nella prima metà del secolo XIX , sul lago di Como a Dongo e altrove. Morì nel 1839. Ricordiamo anche la casa dei Costa, nel cui cortile si può ancora ammirare un affresco raffigurante un’adorazione dei Magi. In paese si trova anche la casa nativa di Pellegrino Tibaldi. A Puria ci sono tre vecchi lavatoi. Il maggiore, situato all’inizio del paese, è stato recentemente ristrutturato. Sulla strada che porta a Drano c’è una grande croce di pietra fatta erigere nel 1937, probabilmente come ringraziamento per il fatto che non ci fossero state vittime durante la costruzione del ponte che collega le due frazioni della Valsolda. Il luogo è comunemente detto “Pontone”, non a causa delle sue dimensioni, ma perché passa ad un’altezza notevole sopra il ramo di nord est del fiume Soldo. |
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